Dal 2019 la certificazione ambientale per i generatori a biomassa è obbligatoria per accedere agli incentivi del Conto Termico. Il Decreto Ministeriale 186/2017 ha introdotto requisiti specifici per tutti i generatori di calore alimentati con legna da ardere, carbone di legna e biomasse combustibili, definendo standard tecnici precisi per il settore.
Nel Veneto la normativa prevede requisiti ancora più stringenti: dal 1° gennaio 2020 è possibile installare esclusivamente generatori certificati almeno 4 stelle, mentre è vietato l’utilizzo di apparecchi classificati con 0, 1 o 2 stelle. La classificazione ambientale dei generatori a biomassa determina ora l’accesso ai contributi statali: serve almeno la classe “4 stelle” per sostituire impianti esistenti e “5 stelle” per nuove installazioni. Questa certificazione si applica a caldaie fino a 500 kW, stufe, inserti e cucine a pellet, coprendo l’intera gamma di generatori termici a biomassa.
Rossi Impianti mette la propria esperienza quarantennale a disposizione di aziende, imprese edili e privati per la corretta installazione e manutenzione di impianti a biomassa conformi alle normative vigenti. La nostra consulenza tecnica specializzata garantisce la conformità normativa e l’accesso agli incentivi disponibili, con particolare attenzione agli aggiornamenti previsti per il 2026 e alle specifiche esigenze del territorio vicentino e veneto.
Il Decreto Ministeriale n. 186 del 7 novembre 2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 dicembre 2017, è entrato ufficialmente in vigore il 2 gennaio 2018. Questo provvedimento attua l’articolo 290, comma 4 del Dlgs 152/2006, definendo per la prima volta in Italia i requisiti completi per la certificazione ambientale dei generatori di calore alimentati con biomasse solide.
Il decreto definisce requisiti, procedure e competenze per il rilascio della certificazione ambientale dei generatori che utilizzano legna da ardere, carbone di legna e biomasse combustibili. Stabilisce inoltre le prestazioni emissive di riferimento per le classi di qualità da 2 a 5 stelle e i metodi di prova necessari per le verifiche.
La normativa nazionale recepisce quella europea definendo la biomassa come la parte biodegradabile di prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura, dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.
Gli aggiornamenti normativi del 2026 prevedono modifiche significative: il MASE dovrà adottare entro 120 giorni uno schema di decreto per aggiornare il DM 186/2017, inserendo nuove classi di qualità per la certificazione secondo il Piano Nazionale della Qualità dell’Aria 2025-2027.
Il decreto si applica alle seguenti categorie, ciascuna associata a norme UNI EN specifiche:
La conformità alle norme tecniche associate e alle successive modifiche rappresenta il requisito fondamentale per ottenere la certificazione ambientale.
Le stufe ad accumulo artigianali costituiscono un caso particolare: generatori termici domestici in muratura costruiti con materiale refrattario e alimentati a legna da ardere. La loro peculiarità consiste nella combustione rapida del combustibile, mentre il calore viene assorbito dalla massa e rilasciato gradualmente nell’ambiente nelle ventiquattro ore successive, garantendo particolare efficienza.
Il DM 186/2017 attualmente non prevede la certificazione per questi impianti artigianali, configurandosi come pezzi unici realizzati secondo le caratteristiche specifiche dell’edificio di installazione. Questa unicità impedisce i test energetici ed emissivi standardizzati. L’elevata qualità di questi prodotti artigianali ha però portato a prevedere un aggiornamento del decreto nel piano nazionale sulla qualità dell’aria per considerare le loro peculiarità tecniche.
La classificazione dei generatori a biomassa determina l’accesso agli incentivi e la conformità alle normative regionali. Il sistema a stelle valuta prestazioni emissive e rendimento energetico secondo criteri tecnici specifici.
La certificazione si basa su quattro parametri fondamentali misurati in condizioni normalizzate:
Tutti i valori vengono rilevati in condizioni normalizzate (273 K e 1013 mbar) con concentrazione volumetrica di O₂ residuo al 13%.
Le cinque classi di qualità definiscono prestazioni crescenti:
5 stelle: massima efficienza e minime emissioni inquinanti
4 stelle: buone prestazioni ambientali, standard minimo regionale veneto
3 stelle: prestazioni intermedie accettabili
2 stelle: prestazioni limitate, spesso soggette a restrizioni d’uso
1 stella: requisiti minimi marcatura CE
Le differenze tra classi sono significative. Per le caldaie a pellet, il limite di PP è di appena 10 mg/Nm³ per la classe 5 stelle, mentre sale a 40 mg/Nm³ per la classe 2 stelle.
Ogni tipologia segue specifiche norme UNI EN per i test di certificazione:
Operiamo esclusivamente con generatori certificati almeno 4 stelle, garantendo la conformità alle normative venete vigenti dal gennaio 2020. La nostra consulenza tecnica accompagna clienti nella scelta della classificazione più adatta alle specifiche esigenze di impianto e accesso agli incentivi disponibili.

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La certificazione di un generatore a biomassa richiede il rispetto di procedure specifiche e la presentazione di documentazione tecnica precisa. Gli organismi notificati verificano la conformità secondo standard rigorosi.
Gli organismi notificati eseguono le prove necessarie secondo i metodi dell’allegato 2 del DM 186/2017. Il rilascio della certificazione avviene entro 9 mesi dalla richiesta del produttore. I tempi si riducono a 3 mesi quando vengono presentate certificazioni già rilasciate da enti di paesi UE con relativi rapporti di prova.
La certificazione richiede documenti specifici:
I produttori devono pubblicare sul proprio sito internet l’elenco delle certificazioni, garantendo trasparenza e accessibilità delle informazioni. Nel territorio veneto questa documentazione è essenziale per verificare la conformità agli obblighi regionali.
Rossi Impianti supporta clienti e installatori nella gestione della documentazione necessaria per la conformità normativa. La nostra consulenza tecnica garantisce il corretto iter burocratico per l’accesso agli incentivi.
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Dal 1° gennaio 2020 vige l’obbligo di installazione esclusivamente di generatori a biomassa certificati almeno 4 stelle su tutto il territorio veneto, secondo l’Accordo di Bacino Padano e la D.G.R. n. 238 del 2 marzo 2021. I generatori classificati con 0, 1 o 2 stelle sono completamente vietati. Per i generatori a pellet con potenza termica nominale inferiore ai 35 kW è obbligatorio utilizzare pellet certificato classe A1 secondo la norma UNI EN ISO 17225-2.
La manutenzione periodica segue scadenze precise in base alla potenza termica dell’impianto:
Ogni intervento deve essere registrato nel Catasto Regionale degli Impianti Termici (CURIT) tramite Rapporto di controllo di efficienza energetica. La pulizia del camino va effettuata ogni 40 quintali di combustibile utilizzato e almeno una volta all’anno. I manutentori operanti in Lombardia devono registrarsi gratuitamente al CURIT mantenendo aggiornati i propri dati.
Le sanzioni per inosservanza delle disposizioni regionali variano da 500 a 5.000 euro. Le imprese di manutenzione che non inviano il rapporto al CURIT sono soggette a sanzione secondo l’art. 27, comma 2, della l.r. 24/2006. I responsabili degli impianti che omettono i controlli periodici obbligatori rischiano sanzioni tra 500 e 3.000 euro.
Operiamo con successo in tutta la provincia di Vicenza e nel Veneto, offrendo consulenza specializzata a PMI, imprese edili e proprietari di immobili per garantire la piena conformità normativa degli impianti a biomassa. Il nostro servizio di manutenzione programmata assicura il rispetto delle scadenze obbligatorie e l’accesso continuativo agli incentivi disponibili.
La normativa sulla certificazione dei generatori a biomassa ha definito standard precisi per garantire efficienza energetica e rispetto ambientale. Il DM 186/2017 e i requisiti regionali del Veneto richiedono competenze specifiche per la corretta installazione e manutenzione degli impianti.
La documentazione richiesta e le procedure di certificazione rappresentano aspetti tecnici che richiedono conoscenza approfondita delle normative vigenti. Rapporti di prova, dichiarazioni delle prestazioni ambientali e registrazioni CURIT sono elementi essenziali per la conformità degli impianti e l’accesso agli incentivi disponibili.
Gli aggiornamenti normativi previsti per il 2026 introdurranno nuovi standard di qualità, rendendo ancora più importante affidarsi a professionisti qualificati. Le aziende del settore termoidraulico devono mantenersi costantemente aggiornate per offrire soluzioni conformi alle classificazioni richieste.
Rossi Impianti garantisce installazione e manutenzione di impianti a biomassa certificati con assistenza tecnica specializzata. La nostra esperienza quarantennale nel settore assicura la conformità normativa e l’accesso ai contributi statali, con particolare competenza sulle specifiche regionali del Veneto e della provincia di Vicenza.
Progettiamo e installiamo impianti a biomassa che rispettano i più alti standard ambientali. Offriamo consulenza tecnica per la scelta del generatore più adatto, gestione della documentazione necessaria e assistenza per l’accesso agli incentivi del Conto Termico.
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Ecco i punti essenziali per navigare la certificazione dei generatori a biomassa nel 2026:
• Dal 2020 in Veneto è obbligatorio installare generatori certificati almeno 4 stelle, con divieto assoluto per quelli 0-2 stelle
• La certificazione richiede 9 mesi tramite organismo notificato, ma solo 3 mesi se si presentano certificazioni UE esistenti
• Quattro parametri determinano la classificazione: Particolato Primario (PP), Carbonio Organico Totale (COT), NOx e CO misurati secondo norme UNI EN specifiche
• Manutenzione obbligatoria ogni 4 anni per impianti ≤10kW, ogni 2 anni per 10-15kW e annuale oltre 15kW con registrazione CURIT
• Sanzioni da 500 a 5.000 euro per non conformità, rendendo essenziale affidarsi a professionisti qualificati per installazione e manutenzione
• Aggiornamenti normativi previsti entro 120 giorni dal 2026 potrebbero introdurre nuove classi di qualità ancora più stringenti
La certificazione ambientale non è solo un obbligo burocratico, ma rappresenta la chiave per accedere agli incentivi del Conto Termico e contribuire concretamente al miglioramento della qualità dell’aria. Investire in generatori ad alta efficienza oggi significa anticipare gli standard futuri e garantire conformità normativa a lungo termine.
Q1. Qual è la migliore classe di certificazione ambientale per i generatori a biomassa? La classe di certificazione ambientale migliore per i generatori a biomassa è 5 stelle. Questa classe rappresenta il massimo livello di efficienza e le minori emissioni inquinanti, garantendo le migliori prestazioni ambientali.
Q2. Quali sono i requisiti di installazione per i generatori a biomassa in Veneto dal 2020? Dal 1° gennaio 2020, in Veneto è obbligatorio installare generatori a biomassa certificati con almeno 4 stelle. È inoltre vietato l’utilizzo di generatori classificati con 0, 1 o 2 stelle.
Q3. Quanto tempo richiede il processo di certificazione ambientale per un generatore a biomassa? Il processo di certificazione ambientale richiede normalmente 9 mesi dalla richiesta. Tuttavia, se il produttore presenta certificazioni già rilasciate da enti di paesi UE con relativi rapporti di prova, i tempi si riducono a 3 mesi.
Q4. Quali sono i parametri chiave considerati nella classificazione ambientale dei generatori a biomassa? I quattro parametri fondamentali considerati sono: Particolato Primario (PP), Carbonio Organico Totale (COT), Ossidi di Azoto (NOx) e Monossido di Carbonio (CO). Questi vengono misurati in condizioni normalizzate per determinare la classe di qualità del generatore.
Q5. Quali sono le sanzioni previste per la non conformità alle normative sui generatori a biomassa? Le sanzioni per il mancato rispetto delle normative sui generatori a biomassa possono variare da 500 a 5.000 euro. Queste si applicano sia ai proprietari degli impianti che non effettuano i controlli obbligatori, sia alle imprese di manutenzione che non rispettano gli obblighi di registrazione e comunicazione.